Personaggi
Giuseppe Salvo
Medaglia di Bronzo al valor civile, Stella al merito del lavoro


Il 13 settembre all'età di 79 anni è deceduto, dopo una malattia protrattasi per qualche mese, Giuseppe Salvo, inteso Marinaru, figlio di Rosario e di Giuseppina Mondalucio. Sposato con Teresa Morreale ha avuto due figli: Rosario e Giuseppina, i quali gli hanno dato 5 nipoti. Giovanissimo aveva iniziato a lavorare nella miniera di zolfo di Gibellini, come apprendista, di Agostino Sferrazza Birsaglieri, nell'officina, e, poi, ha continuato “da mastru” fino al pensionamento. Giuseppe, grande lavoratore, persona squisita nei rapporti con gli altri, ha lavorato nell'officina e, quando occorreva, all'interno della miniera, per la manutenzione, faceva parte della squadra di salvataggio della miniera Gibellini e, tante volte, è intervenuto negli incidenti che, allora, succedevano, spesso, rischiando la propria vita pur di salvare i suoi compagni. Giuseppe Salvo ha avuto diversi riconoscimenti pubblici per la sua attività lavorativa e la notoria professionalità:
Medaglia di bronzo al Valor Civile per il seguente atto coraggioso compiuto il 26 aprile del 1962 in Racalmuto, rilasciata dal Ministro Segretario di Stato per gli Affari dell'interno Paolo Taviani, visto il Decreto del Presidente della Repubblica n. 3828 del 18 maggio 1964, con la seguente motivazione:” Con cosciente sprezzo del pericolo, si introduceva tra i primi all'interno di una miniera di salgemma in preda alle fiamme e ad un fumo denso e venefico, per soccorrere 11 uomini rimasti prigionieri al 7° livello. Colpito dalle venefiche esalazioni, doveva desistere dal generoso tentativo e raggiungeva esausto l'uscita” Il Decreto è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica. E' il caso di ricordare che in quell'incidente tra gli altri è perito un operaio al quale il suo Comune di Racalmuto ha intitolato una strada principale: “Via Filippo Villa martire del lavoro”. A Giuseppe Salvo, per il suo lungo lavoro in miniera e la professionalità raggiunta, per tutti gli episodi di salvataggio in cui si è ritrovato gli è stata conferita dal Presidente della Repubblica la Decorazione della Stella al Merito del Lavoro, con il titolo di Maestro del Lavoro. Il Ministro del Lavoro e della Previdenza sociale, in esecuzione del Decreto, curerà la relativa iscrizione nel Registro dei decorati del Ministero. Roma 1 Maggio 1980 Firmato il Presidente della Repubblica Sandro Pertini, controfirmato il Ministro del Lavoro Franco Foschi. l'onorificenza gli è stata, consegnata a Palermo, nella sede della Camera di Commercio, alla quale sono stato testimone. Con l'ing. Lillo Belfonte e Giuseppe Piscopo ha costituito una società per l'istallazione degli impianti di termosifoni lavorando, con serietà e professionalità, in vari paesi per diversi anni dal 1963 al 1975. Il 4 dicembre 1994, Festa di Santa Barbara, patrona dei minatori, a Caltanissetta, Giuseppe Salvo, ha ricevuto una Medaglia dall'Associazione Amici della miniera, insieme ad Agostino Sferrazza e Angelo Terrana. Fino agli ultimi tempi della sua vita ha sempre lavorato, spesso a titolo gratuito, nello spirito della amicizia che oggi è quasi misconosciuta dalla maggior parte delle persone. Aveva il piacere di mettere a disposizione degli altri la sua professionalità non comune.
Lo stesso giorno in cui è morto Giuseppe Salvo, in Svizzera è morto il suo padrino di battesimo, Rosario Montagna, per tanti anni ottimo sarto, alla veneranda età di 98 anni. La partecipazione numerosa di compaesani e forestieri ai funerali sono stati una testimonianza di amicizia, di stima, per quanti sono stati compagni di lavoro o hanno avuto rapporti di diverso genere. Una delle tante testimonianze di affetto è stata quella dell'ingegner Paolo di Buono, di Caltanissetta, figlio del Direttore della Miniera Gibellini, dopo il 1950, Francesco”Ciccio” Di Buono, che per la stima e la familiarità acquisita, nei tanti mesi trascorsi in miniera, aveva stretto dei legami di grande amicizia:”Sono venuto ai funerali per dare un saluto a Pippuzzu, grande amico della mia infanzia, che non dimenticherò mai”. Un mio ricordo personale. Nel 1975 ero stato assegnato, per quell'anno scolastico, alla Scuola rurale S. Martino di Milena. L'edificio era di recente costruzione ma i termosifoni non funzionano. Il sindaco di Milena, Federico Schillaci, mi fa presente che ogni anno aveva speso dei soldi, ma quei termosifoni riuscivano a funzionare solo per qualche settimana. Gli propongo di fare venire un tecnico mio conoscente,Giuseppe Salvo, sul quale io riponevo la massima fiducia per la sua professionalità e la sua onestà. Sistema l'impianto che ha funzionato per tanti anni. Non ha voluto alcun compenso dicendo che lo aveva fatto per amicizia e per la scuola.

Lillo Paruzzo


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