Personaggi di storia locale

I Fratelli Insalaco, due eroi montedoresi

A Montedoro, nel Parco delle Rimembranze, ogni anno, il 4 Novembre e il 25 Aprile viene deposta una corona di alloro dal sindaco in memoria di tutti i caduti montedoresi nelle guerre mondiali, dopo una santa messa in suffragio, che viene celebrata in chiesa, con una semplice cerimonia, alla presenza dei vigili urbani con il gonfalone del Comune, del parroco, del comandante della stazione dei carabinieri e di tanta gente. Il Parco, che tutti chiamano villa, Ŕ stato realizzato nel 1935 in occasione delle celebrazioni dei 300 anni dalla fondazione del Comune, ed Ŕ frequentato quotidianamente da ragazzi ed anziani che hanno la possibilitÓ di leggere, in un semplice e degradato monumento, i nomi dei montedoresi caduti nelle grandi guerre del 1915-18 e del 1939-45. Sul frontone si legge una epigrafe di Simonide:" Morendo essi non perirono eterno innalzarono di gloria un monumento." Ci sono alcuni nomi di caduti Capitano, Jannello, Mammano, Scozzaro, Cantello, Balsamelli, Fragale, che in paese, ormai da anni, non esistono pi¨ a causa dell'emigrazione ma che rimangono nella memoria collettiva del paese.Rare volte i frequentatori della villa si accorgono dei nomi dei caduti scritti sulla lapide, a quali famiglie appartengono e riflettere sull'importanza e sul valore del loro sacrificio e della loro morte per la patria e per tutti gli italiani.Tra i nomi dei caduti vi sono quelli di due fratelli: Angelo e Luigi Insalaco. I genitori, Giuseppe Insalaco e Vittoria Alaimo, avevano 9 figli (Luigi, Angelo, Faustino sposato Galante, Giovanni sposato Verderame, Calogera sposata Sferrazza, Salvatrice, Maria sposata Caracappa, Rosa sposata Sciandra, Giovanna sposata Pace). Angelo Insalaco, nato a Montedoro il 17 agosto 1914 era partito per la guerra come artigliere ed Ŕ stato fatto prigioniero in Africa dagli inglesi che lo hanno trasferito in Inghilterra in un campo di prigionia dove dopo 4 anni Ŕ morto il 25 giugno del 1944 a Brookwood, nei pressi di Londra. Angelo non era sposato. Dall'Inghilterra il Ministero della Difesa ha scritto alla famiglia Insalaco per sapere se volevano la salma di Angelo Insalaco e finalmente dopo 5 anni hanno inviato i suoi resti, grazie al commissariato generale dei caduti in guerra del Ministero della Difesa Italiano, nel suo paese natale. All'aeroporto di Catania non era presente nessuna delegazione militare e governativa, ma solo il nipote Giuseppe. Arrivati a Montedoro, dopo 61 anni, nel 2005, hanno suonato le campane ed in chiesa Ŕ stata celebrata una Messa solenne di Requiem dal viceparroco don Pietro Riggi, presenti il sindaco Giuseppe Piccillo con la giunta e i consiglieri comunali, i carabinieri con il comandante Parascandalo, i vigili urbani con il gonfalone del Comune, la sorella Rosa venuta dal Belgio, la cognata Calogera Galante con i figli, la nipote Angela Sferrazza col marito Salvatore Duminuco e tanti altri cittadini. Poi, la salma Ŕ stata tumulata, nel cimitero, nella tomba di famiglia. Il secondo fratello, Luigi Insalaco, Ŕ nato nel 1916 a Montedoro, era sposato da 3 mesi quando Ŕ partito per il fronte. Nel 1943 Palermo fu conquistata dall'esercito alleato e per alcuni storici fu "un decisione fatale, che ebbe scarsa considerazione delle conseguenze". Il 22 luglio Palermo cadde in mano al generale Patton che nel suo giornaliero scrisse: "Il porto non Ŕ molto danneggiato, ma le distruzioni sulla fascia costiera sono davvero spaventose. Per circa due isolati di profonditÓ, ogni casa Ŕ praticamente un mucchio di rovine. Alcune navi, piccoli pescherecci a motore, sono stati sollevati in aria e scaraventati sui moli,ecc. In precedenza il 7 gennaio del 1943, durante un bombardamento aereo nel porto di Palermo, mentre era ormeggiata, venne affondata la nave da guerra "Bersagliere". A ricordo delle decine di giovani marinai ed ufficiali periti il molo, dove era ormeggiata, porta il suo nome ed una lapide con i nomi dei caduti ed una grande ancora ricordano l'affondamento. Tra i caduti vi era Luigi Insalaco di Montedoro. Luigi e i suoi commilitoni erano appena saliti a bordo, quando, il bombardamento aereo ha falciato la sua vita e quella degli altri e ha affondato la nave da guerra.



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