Montedoro, la nonnina della granita Carmela Lo Curto è diventata famosa


Un servizio di Franz La Paglia, nel TG3 del 3 Febbraio e uno nel Gazzettino di Sicilia, del 4 Febbraio, oltre a dei servizi su Il Giornale di Sicilia e, corredato da tre fotografie, su La Sicilia, il quotidiano di Catania, di Carmelo Lo Curto sulla nonnina della granita di Montedoro, la più anziana pasticciera di Sicilia di 88 anni, hanno fatto conoscere ai lettori dell’isola, la granita che si produce nel suo bar, la cui ricetta segreta ha trasmesso al nipote Maurizio, attuale titolare dell’ esercizio. L’intervista, i servizi e le fotografie alla signorina Luigina sono stati realizzati lunedì 2 Febbraio in occasione della riunione a Montedoro dell’Associazione Duciezio dei pasticcieri e dei gelatai siciliani per rilanciare i prodotti tipici dell’ isola. Il Presidente dell’ Associazione Salvatore Farina ha consegnato una targa ricordo a Luigina Sferrazza alla presenza di importanti accademici e maestri pasticcieri quali : Luca Claviez, Saretto Pappalardo, Antonino Accardi, Nicola Fiasconaro, Rosario Zappalà, Santi Palazzolo, Salvatore Cappello, Giovanni Pace e i maestri ed accademici nisseni Lillo De Fraia, Salvatore Scarpulla, Michele Lo Piano, Michele Marotta, Nicola Consiglio e Gianfranco Nitro, l’irlandese Robert Sherman giudice internazionale.La cerimonia di consegna è stata rallegrata dal suono della banda musicale di Montedoro. Il Bar Sferrazza è stato aperto nel 1926 dai genitori della signorina, Ireneo e Francesca, che nel 1958 ne è diventata titolare continuando ad impastare – avendo iniziato a sette anni - le ciambelle, i pasticciotti ripieni di marmellata, i biscotti zuccherati,”li purciddati” i genovesi ripieni di zucca candita, le briosce la cui ricetta le stata insegnata da Luigi Li Calsi di Serradifalco nel 1943, mentre quella della granita da “mastru Aitanu lu durceri” di Licata nel 1931, specialità caratteristica tra il gelato di limone e la granulosa che raggiunge la golosità non solo dei compaesani ma di molte persone dei paesi vicini e degli avventori che si trovano di passaggio nel paese. Fino agli anni sessanta faceva, anche, i tradizionali Pupi di zucchero, la frutta di Martorana e le Ossa di zucchero per la Festa dei morti e il gustosissimo Pizzettu – semifreddo di gelato alla crema e alla cioccolata con pezzettini di mandorle al forno – per le Feste patronali di San Giuseppe e della Madonna del Rosario. Come ha detto il Presidente dell’Associazione Duciezio: ”La Sicilia ha bisogno di conoscere meglio la propria tradizione dolciaria e questa ha bisogno di un maggiore riconoscimento culturale per favorire il rapporto tra storia e cultura dolciaria.” Nel pomeriggio i pasticcieri siciliani avevano visitato il Museo della zolfara.

Lillo Paruzzo


Ritorna alla Home Page