San Calogero a Montedoro


I festeggiamenti di San Calogero hanno avuto nella vigilia un aspetto culturale con la presentazione, nel salone parrocchiale, del libro La devozione di San Calogero in alcuni paesi della provincia di Caltanissetta di Carlo Petix figlio di Arturo storico locale.
L’autore ha messo in risalto la lunghissima devozione verso il santo eremita – vissuto nel V secolo - in particolare per San Calogero di Campofranco e San Calogero di Naro, mete di pellegrinaggi da parte dei fedeli di tanti paesi, sia nel passato che ancora oggi, la preparazione di pani o pupi di pane che hanno varie forme rappresentanti parti del corpo che poi benedetto viene distribuito e consumato con rispetto religioso. E’ stato sottolineato il vincolo naturale con il taumaturgo come ad un uomo di Dio appartenente alla propria famiglia, al proprio paese al quale rivolgersi per tutti i bisogni materiali e spirituali. Il 18 giugno, mercoledì, la festa è iniziata, in mattinata, in chiesa, con la benedizione dei pani dove, il parroco Don Amedeo Duminuco, ha parlato del valore della devozione al santo e del “Dacci oggi il nostro pane quotidiano” con il conseguente impegno ad evitare qualsiasi spreco e ad adoperarci per quelli che soffrono la fame.C’erano delle forme che rappresentavano dei bambini, facce di bambino, teste, mani, gambe, piedi, cuori, anelli, semplici filoni. All’ uscita della chiesa il suono della Banda musicale diretta dal maestro Angelo Spitali della quale fanno parte quindici ragazzi del paese ha allietato l’atmosfera che vedeva le devote portare il pane di San Calogero a casa per distribuirlo ai parenti e ai vicini. Nel pomeriggio la banda musicale ha suonato per le vie del paese, quindi vi è stata la celebrazione della Messa solenne in onore del Santo da parte di Don Alessandro Rovello che durante l’omelia ha parlato della pietà popolare così radicata nei fedeli e del valore dei santi come modelli cristiani. Si è svolta la processione della statua di San Calogero che dal 1989, per la devozione e la cooperazione di alcuni fedeli, ha dato inizio alla festa del santo eremita così come si svolge ancora oggi. La recita del Rosario si è alternata al suono della banda musicale fino all’edicola di San Calogero, dove è stato benedetto il pane che è stato distribuito ai presenti e i fedeli hanno reso omaggio all’immagine del santo dell’ edicola realizzata, nel 1965, da padre Calogero Piccillo col contributo di tutti i compaesani che portavano il nome dell’eremita. E’ ripresa la processione per le vie dei santi fino in chiesa dove la festa si è conclusa con lo sparo dei fuochi d’artificio della ditta Grasso di Santa Venerina.

Lillo Paruzzo


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